Web tax in arrivo per le multinazionali della rete

In occasione della prima giornata del G7 Finanze, tenutasi a Bari lo scorso venerdì, si è discusso riguardo alla possibilità di introdurre la “web tax”, ovvero una tassa destinata ai colossi del web (Google, Amazon, Facebook, ecc, ndr) per garantire l’equità della tassazione. È quindi un modo per costringere a pagare le tasse alle grandi multinazionali che operano online in diversi paesi, ma che non hanno la residenza fiscale, finendo così per evadere somme stratosferiche. Va ricordato che questa proposta di legge era già stata approvata a fine 2013, ma Matteo Renzi (neo capo dell’Esecutivo a quei tempi, ndr) decise di cancellarla. I tempi per la promulgazione della legge, non saranno di certo brevi, infatti, il G7 ha incaricato l’OCSE (Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico, ndr) di presentare un documento per la tassazione digitale per la prossima primavera.

Secondo le ricerche dell’OCSE, un dato interessante da tenere in considerazione, è quello relativo al Pil mondiale dell’economia digitale, pari al 10%. In chiave futura potrebbe arrivare perfino al 40%. Insomma, una bella fetta di mercato che esente da tassazione comporta una perdita gigantesca di introiti alle casse dei diversi paesi. Non si può spiegare altrimenti l’impegno di introdurre la web tax. Durante l’incontro si è discusso anche della cyber security, argomento che ha fatto tanto discutere in questi giorni, visti i numerosi attacchi di pirateria informatica in tutta Europa. Nel comunicato del G7 è stato lanciato un invito sia ai privati che alle aziende, di migliorare la sicurezza informatica.

“Tutte le proposte saranno benvenute, le esamineremo, faremo delle proposte anche noi, come ho già detto siamo assolutamente aperti, siamo in un terreno nuovo che va affrontato come anche i Paesi G7 hanno concordato.” Queste le parole del ministro dell’Economia italiana Pier Carlo Padoan. All’incontro ha partecipato anche il Ministro delle finanze tedesco Wolfgang Schäuble, che ha dichiarato di sentirsi meno preoccupato per il sistema bancario italiano, dopo il colloquio con Padoan.

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