I saldi invernali in Campania sono iniziati il 3 gennaio. Il Centro Studi di Confesercenti Campania ha stimato un giro d’affari complessivo pari a circa 750 milioni di euro, risultato della somma tra le vendite previste nei prossimi due mesi e gli acquisti già effettuati nella fase dei pre-saldi.

Spesa pro capite e comportamenti dei consumatori

Secondo le elaborazioni diffuse dall’associazione, un cittadino campano su due ha approfittato dei saldi, con una spesa media pro capite intorno ai 200 euro, cioè 10-15 euro in meno rispetto al periodo di saldi del 2025. Il calo riflette la maggiore cautela delle famiglie, già sotto pressione per il caro-vita e le incognite economiche.

L’incidenza dei turisti sul fatturato

I flussi turistici, presenti in gran numero nelle settimane successive all’apertura, hanno inciso in modo significativo sulle previsioni: ogni turista è stato stimato spendere mediamente 100 euro durante il periodo dei saldi, per un contributo complessivo stimato intorno ai 250 milioni di euro al giro d’affari regionale.

I pre-saldi e la perdita per i negozi tradizionali

Il presidente di Confesercenti Campania, Vincenzo Schiavo, ha richiamato l’attenzione sulla diffusione dei pre-saldi non regolamentati: “Molti concittadini campani, ovvero quasi il 18%, hanno già acquistato nei pre-saldi… In questo periodo ‘giungla’ di presaldi, il 18% dei consumatori campani ha già speso circa 90 milioni di euro e non approfitterà dei saldi, quelli veri”. I 90 milioni già fatturati, spiega l’associazione, sono inclusi nella stima complessiva, perciò il valore atteso per i prossimi 60 giorni si è concentrato su circa 660 milioni di vendite aggiuntive.

L’online che sottrae mercato al territorio

Un elemento centrale del quadro è la crescita degli acquisti via web: il 59% dei campani ha manifestato l’intenzione di comprare online in saldo, una quota che Confesercenti ha quantificato in circa 223 milioni di euro destinati al canale digitale. “La scelta dell’online influisce moltissimo sul settore dell’abbigliamento campano, già molto vessato e in grande difficoltà da anni”, ha sottolineato Schiavo, richiedendo una regolamentazione che ponga le piattaforme in condizioni di parità fiscale e normativa rispetto ai negozi di prossimità.

Prodotti più venduti e fasce d’età

I saldi hanno concentrato la domanda soprattutto sull’abbigliamento, con particolare ricaduta sulle vendite di scarpe, maglioni, giubbini, pantaloni e vestiti; la propensione alla spesa si è dimostrata più alta nella fascia degli over 35, mentre la media regionale di spesa è risultata inferiore a quella nazionale, secondo il sondaggio Ipsos per Confesercenti.

Napoli motore del mercato regionale

Come di consueto, Napoli e la sua provincia hanno svolto il ruolo di traino: le stime indicano un potenziale di spesa vicino ai 380 milioni tra capoluogo e hinterland, cifra che comprende anche quanto già speso nei pre-saldi e rappresenta oltre il 60% del totale previsto in Campania.

L’appello alle istituzioni

Alla luce di questi dati, Confesercenti Campania ha rinnovato la richiesta di aprire un tavolo con il governo nazionale per definire regole chiare sulle vendite online e per normare in modo definitivo la pratica dei pre-saldi: “Non può persistere una situazione in cui il più forte mangia il più piccolo, perché l’ossatura del commercio in Italia, e in modo particolare al Sud e in Campania, è formata da piccole e medie imprese”, ha concluso Schiavo, sollecitando interventi volti a riequilibrare la concorrenza e tutelare il commercio di prossimità.