
A Navelli, nel cuore dell’Abruzzo interno, il progetto ONDA-HUB06 dimostra come gli investimenti nel sociale possano tradursi in infrastrutture stabili e in capitale territoriale durevole. Dopo la conclusione del finanziamento da parte dell’impresa sociale Con i Bambini, il nido comunale di Navelli ha riaperto regolarmente nel settembre 2025, accogliendo i bambini del territorio e dei comuni limitrofi. Un risultato che testimonia la capacità del progetto di generare valore aggiunto non solo educativo, ma anche economico e comunitario, attivando filiere locali e reti di prossimità.
La sostenibilità del progetto rappresenta oggi una best practice nazionale nell’ambito del Fondo per il contrasto alla povertà educativa minorile, dimostrando che la spesa sociale, se guidata da criteri di efficienza e co-progettazione, può trasformarsi in una leva strutturale di sviluppo.

Nei giorni scorsi, la referente di Con i Bambini, dott.ssa Sara Ferretti, è stata in visita a Navelli per un incontro di chiusura e valutazione, durante il quale sono stati esaminati i risultati raggiunti e le prospettive di continuità. La riunione ha offerto l’occasione per fare il punto su un’esperienza che ha visto convergere risorse pubbliche, competenze tecniche e partecipazione comunitaria in un modello di governance condivisa.
All’incontro hanno preso parte Karin Sorgi, presidente della Cooperativa Sociale Leonardo, ente capofila del progetto; Alessandra Luccitti, coordinatrice generale di ONDA-HUB06; Adele D’Andrea e Fabio Iovieno, referenti del Consorzio Ro.Ma., partner operativo nelle azioni di formazione e supporto tecnico-organizzativo; Deborah Visconti, presidente dell’ECAD Montagne Aquilane; Elvira Damiani, funzionaria dell’ECAD impegnata nel monitoraggio del progetto; Gabriella Alimonti, coordinatrice del nido comunale di Navelli; e il sindaco di Navelli, Paolo Federico, che ha accompagnato l’iniziativa sin dalle fasi iniziali.
La visita della dott.ssa Ferretti ha permesso di verificare direttamente la continuità del servizio educativo attivato con ONDA-HUB06, un risultato di rilievo per un territorio che rientra tra le aree interne a rischio di spopolamento. L’impatto del progetto, infatti, non si misura solo in termini sociali, ma anche in termini economici: la riapertura del nido comunale ha generato nuove opportunità occupazionali, stabilità per le famiglie e un indotto locale legato ai servizi educativi e di supporto, contribuendo alla coesione territoriale e alla qualità della vita.

Nel corso dell’incontro è stato condiviso un bilancio complessivamente positivo dell’esperienza, che ha visto la sinergia tra pubblico e privato sociale trasformarsi in un asset di lungo periodo. Il progetto, attraverso il lavoro congiunto della Cooperativa Leonardo, del Consorzio Ro.Ma. e dell’ECAD Montagne Aquilane, ha attivato percorsi di formazione per educatori, laboratori di comunità e azioni di sensibilizzazione rivolte ai genitori, rafforzando la rete dei servizi territoriali.
In particolare, l’ECAD Montagne Aquilane ha avuto un ruolo chiave nelle attività di monitoraggio e nella gestione degli interventi di ristrutturazione del nido comunale, garantendo il raccordo istituzionale e la continuità amministrativa necessaria a mantenere vivo il presidio educativo.
L’esperienza di ONDA-HUB06 mostra come un progetto finanziato con risorse destinate al welfare possa generare un ritorno economico e sociale misurabile, favorendo la rivitalizzazione di aree marginali. Il nido comunale di Navelli, oggi pienamente operativo, rappresenta un esempio di come la spesa sociale possa essere reinterpretata come investimento produttivo, in grado di generare impatto duraturo e valore territoriale.
Con la visita della referente di Con i Bambini si è formalmente chiuso il percorso di finanziamento, ma si è consolidato un modello di governance partecipata che continua a produrre risultati concreti. L’esperienza di Navelli si candida così a diventare un caso di studio per le politiche di coesione e per le strategie di rigenerazione delle aree interne, dove la costruzione di servizi educativi non è solo un atto di inclusione, ma una vera infrastruttura per lo sviluppo locale.

